Istituto Figlie di San Camillo

L’Istituto Figlie di S. Camillo testimonia la sua missione cristiana attraverso l’assistenza agli infermi svolta dalle proprie strutture ospedaliere che s’ispirano a principi etico – morali di umanità e professionalità per la tutela della vita.

(+39) 030 2910311

info.bs@figliesancamillo.it

Via Filippo Turati, 44

25123 - Brescia (BS)

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Storia

L’ISTITUTO FIGLIE DI S. CAMILLO NELLA STORIA E NEL MONDO

Luigi Tezza nasce a Conegliano (Treviso) il 1° novembre 1841 da Augusto e Caterina Nedwiedt. Il padre è medico condotto a Dolo (Venezia) elogiato per la sua competenza e dedizione alla cura dei malati. La madre, oriunda della Moravia (Cecoslovacchia) è donna di grande sensibilità. Luigi, rimasto orfano di padre a 8 anni, cresce sotto le cure materne e risente della religiosità della madre. Trasferitosi con la madre a Padova, viene in contatto con i Camilliani, che sono assistenti spirituali nell’ospedale di Padova. A 15 anni entra come aspirante Camilliano a Verona. Con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, viene estesa la legge di soppressione degli Istituti religiosi. Padre Luigi trova ospitalità presso amici. Ma alla mamma scrive: “Non manca la tranquillità di spirito e rassegnazione alla volontà di Dio”. Nella forzata dispersione dei religiosi, egli accetta con entusiasmo l’invito del sacerdote veronese Daniele Comboni di andare in missione nel Sud Africa. Subito dopo viene chiamato a Roma come vice maestro dei novizi. Nel 1871 P. Luigi è invitato in Francia a sostegno della Fondazione Camilliana a Lille. Nel 1891, durante un ritiro spirituale da lui predicato a Roma, incontra Giuditta Vannini (in seguito Suor Giuseppina), che era alla ricerca di una vocazione religiosa. Padre Tezza intuisce le capacità di dedizione della giovane e le espone il suo progetto per la realizzazione di una congregazione femminile ispirata al carisma di San Camillo de Lellis. …”lasciatemi riflettere, vi darò una risposta”, e già due giorni dopo la Vannini, a 32 anni, si dichiara disponibile, confidando nell’ aiuto di Dio. Padre Luigi aiuterà il formarsi della nuova congregazione e la Vannini ne diventerà la superiora. La nascente comunità vive in una casa di Via Merulana 141, a Roma. Le giovani affrontano con gioia le difficoltà economiche che P. Tezza, con frequenza, ripiana con l’aiuto della propria comunità. Scrive “la bontà infinita di Nostro Signore non le ha fatto mancare mai l’indispensabile di ogni giorno”. La notizia della straordinaria dedizione di questo piccolo gruppo di Suore verso i poveri e i malati si diffonde in città. Il numero delle aspiranti cresce, e nel 1893 viene aperta una seconda casa a Cremona, su richiesta del superiore dei Camilliani. Madre Vannini si preoccupa che le Figlie abbiano una preparazione sempre più incisiva e le manda alla scuola “San Giuseppe” per Religiose infermiere, fondata a Roma su richiesta del Papa Pio X nel 1906. La Comunità verrà riconosciuta nel 1909 come Congregazione religiosa, con il nome di Figlie di San Camillo. Alla morte della Fondatrice (23 febbraio 1911), l’Istituto conta già 16 case in Europa e in America. Il 16 ottobre 1994 sua Santità Giovanni Paolo proclama Madre Giuseppina Vannini, Beata.

L’ISTITUTO FIGLIE DI SAN CAMILLO

L’Ente Ecclesiastico Istituto Figlie di San Camillo, Casa Generalizia Grottaferrata (Roma), è stato civilmente riconosciuto con R.D. del 23 novembre 1936 n. 831.8.23 ed opera nell’ambito delle sue finalità di culto, di religione e di assistenza agli infermi con piena autonomia giuridica – amministrativa, senza fini di lucro. Le attività ospedaliere previste dagli ospedali e case di cura dell’Istituto si inseriscono nell’ambito del S.S.N., ai sensi dell’art. 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, recepito dall’art. 4, comma 12 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, così come modificato ed integrato dal d.lgs. 7 dicembre 1993, n. 517. Le prestazioni di assistenza sanitaria sono del tutto equivalenti a quelle erogate dalle strutture sanitarie pubbliche con esclusione di quelle attività che contrastano con i valori e i principi della dottrina cristiana. L’Ente Ecclesiastico Istituto Figlie di San Camillo attraverso i propri ospedali e case di cura garantisce ai pazienti, secondo quanto disposto nei piani sanitari nazionali e regionali, un sistema organizzativo tecnico-sanitario corrispondente a quello dei presidi sanitari pubblici. L’Istituto Figlie di S. Camillo, a norma della propria Costituzione, realizza la testimonianza cristiana anche attraverso l’assistenza agli infermi svolta dalle proprie strutture ospedaliere che s’ispirano a principi etico – morali di umanità e professionalità per la tutela della vita. I dipendenti dell’Istituto sono tenuti ad ispirarsi a tali principi nel rispetto dei diritti del malato, elemento centrale della vita dell’istituzione

LA CASA DI CURA SAN CAMILLO

La Casa di Cura San Camillo di Brescia fa parte del gruppo di case di cura ed ospedali appartenenti all’Istituto delle Figlie di San Camillo, Istituto che ha sede a Roma in via Acqua Bullicante n°4. Le suore Figlie di San Camillo, arrivarono a Brescia  nel 1904, chiamate dalla Contessa Vittoria Valotti, aiutate e sostenute dalle famiglie abbienti di Brescia, poi, dopo che la fama della loro pietà, devozione e spirito di sacrificio si era sparsa in Brescia, anche da molte altre famiglie  Bresciane. Nel 1937 è stata aperta in Via Milano n°69 la prima Casa di Cura San Camillo e pertanto, abbandonata l’assistenza domiciliare, le religiose si dedicarono all’assistenza dei malati ricoverati. Il palazzo di Via Milano apparteneva alla famiglia Bricchetti e fu donato all’Istituto Figlie di San Camillo dal Sig. Stefano Bricchetti, padre di Giuditta Bricchetti, Suor Stefania. In seguito la Casa di Cura fu trasferita nell’attuale sede di Via Turati, 44, ove ha iniziato l’attività il giorno 8 dicembre dell’anno 1955. La sede di via  Milano venne trasformata in Casa di Riposo per signore anziane. Dal 2002 al 2012 la struttura di via Turati ha subito una continua innovazione conclusa nel 2012 con la ristrutturazione delle Sale Operatorie. Attualmente lo stabile risulta in piena attività e risponde ai requisiti strutturali e tecnologici richiesti dalla Regione Lombardia.